Visualizzazione post con etichetta 1980. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1980. Mostra tutti i post

mercoledì 9 ottobre 2013

L'incontro di Luca con Margherita, il viados brasiliano

OGGI POSTO UN PEZZO DI 'NOTTESENZAFINE' DOVE LUCA IL PROTAGONISTA INCONTRA MARGHERITA, IL VIADOS BRASILIANO CHE GLI FA UNA RICHIESTA INQUIETANTE...

(...)

Luca non reagì. Appoggiò sul sedile davanti il bicchierino di carta e fece un lieve sospiro per tagliare quell’aria di tensione.
Margherita iniziò a piangere forte singhiozzando ripetutamente.
Luca ignorava il da farsi. Avrebbe voluto consolarla, ma non sapeva come fare, d’altronde la conosceva da un centinaio di respiri e per di più disconosceva il suo sesso: era uomo o donna? I peli sulle gambe le crescevano o no? Il seno era così sodo perché era siliconato?
Voleva porgerle tutte queste stupide domande che la gente si fa quando vede un travestito, ma non era il caso di fare chiarezza in questo momento: lo aveva aiutato, gli aveva messo indosso il pelliccione, offerto il caffè e inoltre era dolcissima nei suoi atteggiamenti, non sembrava nemmeno una prostituta o un ‘prostituto’...
Pose una mano sulla coscia di Luca e la strinse forte, il ragazzo si spaventò.
Non vorrà mica provarci con me ora!?!? rimuginò tra sè.
Nonostante fosse stato educato in maniera molto liberale c’era sempre un velo di inibizione che lo pervadeva, una paura verso qualcuno diverso da lui e per di più a due centimetri dalla sua spalla.
Dopo alcuni attimi ‘lei’ proferì parola: “Sou sieropositiva.”
Il sangue gli si raggelò nelle vene. “Ne sei sicura?” ribattè Luca con voce titubante.
“Sì, ho fato li esami…”
“Oh cazzo!”
Margherita rilasciò la presa sulla coscia di Luca per coprire il volto solcato dalle lacrime.
“Magari l’esito dell’esame era sbagliato...”
“No, l’ho fato due volte... ho tentato de suiscidarme tre volte pero sou stada fermada in tempo da ‘minhas irmas’.”
Avrebbe voluto chiederle la ragione del suo gesto, ma sarebbe stata una domanda sciocca e scontata. Avrebbe voluto sottolinearle il fatto che era ingiusto seguitare ad avere rapporti non protetti essendo sieropositiva, ma come avrebbe reagito?
“O forse sou tropo fifona para fazerlo io diretamenci.”
Luca non aveva le armi per combattere le parole forti di Margherita.
“Falo tu, te prego...”
“Fare che, scusa?”
“Soto il sedile tegno una pistola carica, uno sparo in testa e via... no sentirò nada, te prego...”
“Io...”
“Me sembri la persona justa para matarme, sensible, jentile, sei il primeru ser umano che cognosco achì en Milan.”
“Qui non si tratta di essere la persona adatta o no, Margherita.”
“Falo per me, tu tieni un futuri davanci, io tegno solo l’infierno... presente e futuro. Para la jente como noi non c’è pace nemeno dopo la morte... Dios no lo conscede.”
Il ragazzo aveva un nodo alla gola che non riusciva a liberare, tuttavia non lo avrebbe sciolto con un movimento secco sul grilletto di quella pistola.
“Io non voglio uccidere nessuno e non lo farò mai... Uno, perché ho troppa paura; due, perché non voglio troncare una vita umana; tre, e non ultimo, avrei dei guai seri con la polizia e la giustizia... Ti prego, capiscimi tu.”
Credeva fosse stato uno scherzo di Margherita, una convinzione poco seria, ma ben presto il suo tono si fece più tragico.
“IO-NO-VOLIO-PIU’-VIVIRE! No so si lo hai capito o no... NO-VOLIO-PIU’-VIVIRE!”
Parole come pietre, pesanti, scolpite nel suo cervello.
Qualche respiro di pausa e si inginocchiò davanti a lui nel poco spazio che si apriva tra il sedile davanti e quello dietro e con le mani giunte pregò di nuovo Luca di ucciderlo in cambio della sua pelliccia bianca.

“Ti rendi conto di cosa mi hai chiesto? Chi se ne frega del tuo pelliccione... è più importante la tua vita o quella di un animale morto sulle mie spalle?”

martedì 10 settembre 2013

ALLA FESTA DI JACOPO!!!

OGGI POSTO UN PEZZO DI 'NOTTESENZAFINE' DOVE LUCA, IL PROTAGONISTA SI VEDE COSTRETTO A PARTECIPARE A UNA TRAGICA FESTA...

(...)
Non sapeva bene perché stava citofonando in quel momento a casa di Jacopo, forse solo per medicare la ferita, per trovare uno strappo per andare a casa... sicuramente non per devastarsi” all’ALL NIGHT LONG PARTY.
Aveva solo voglia di tornare a casa.
Provò al numero 8. Era una villetta a due piani da cui usciva un rumore infernale e le cui stanze erano tutte illuminate a giorno.
Era casa de Romeis, senza alcun dubbio!
Si avvicinò ai citofoni... Tutti e due i piani erano occupati dal cognome della famiglia di Jacopo. Doveva essere una casa da ricconi! Ecco perché il lunedì mattina durante l’intervallo iniziava il mercatino dell’usato nei servizi del secondo piano. Avrebbe partecipato anche lui agli scambi, quel lunedì, che diamine!
Citofonò con aria titubante.
“Chi è?”
“Sono Luca... Luca di 5°C, sei tu, Jacopo?”
Si sentiva un rumore incredibile di sottofondo. Gente che strillava, musica  altissima.
“Chiii?” urlò la voce.
“Luca... Sono Luca Bellini, quello della 5° C...”
“Ah, Luca... che sorpresa! Ti apro subito. Perché sei arrivato a quest’ora?”
“Eh, volevo fare un’improvvisata...”
Non appena aprì la porta di casa uscì un’ondata di fumo pesante. Una figura poco definita gli si presentò davanti...
“Allora sei venuto, eh?”
“Ciao Jacopo.”
“Ciao Luca” e gli strinse la mano bendata.
“Ahhh!”
“Cos’hai?”
“Niente, mi sono tagliato con dei vetri. Hai qualcosa per disinfettarmi?”
“Sì, sì, vieni di qua che ti porti in bagno”
Scostò la porta del bagno e fece uscire una coppietta sdenudata.
HAI CAPITO LA FESTA DI JACOPO! SI DANNO DA FARE QUI...
Quei due insultarono pesantemente Jacopo il quale non ci fece molto caso.
“Ecco qui l’alcool, queste sono le garze. Quando hai finito raggiungimi al piano di sopra, va bene?”
Si medicò meticolosamente la ferita e la bendò rigidamente. Stava meglio ora, si sentiva più sicuro tra quelle mura. Si rinfrescò il viso, si adagiò sul water e appoggiò la testa al muro addormentandosi all’istante.
“Luca! Oh! Luca!!!”
“Che succede?”
“Ti senti bene?” lo svegliò Jacopo.
“Sì, sì” borbottò Luca aprendo gli occhi.
“Vieni che ti faccio divertire io...”
Lo prese sottobraccio e lo condusse al piano superiore dove Luca focalizzò tutta la situazione: gente in cucina che preparava la spaghettata delle quattro, gente in salotto che fumava canne, gente che si scaccolava chiacchierando, gente che limonava in camera sua e infine gente che faceva l’amore (a giudicare dai lamenti) in camera dei ‘suoi’.
Due coppie giocavano a Risiko per terra in corridoio e due ‘sfigati’ per ultimo si mangiavano pane e Nutella davanti alla TV.
“Hai visto che macello di gente?”
“Vedo, vedo...”

Avrebbe voluto mandarlo a quel paese, ma non poteva.
Gli presentò alla bene e meglio circa  una ventina di persone di cui Luca riconobbe qualche compagno di classe di Jacopo e Fabrizio, il barista dell’istituto.
“Vieni che ci sconvolgiamo ora!”
“Guarda, io dovrei and...”
“Vieni, vieni, ho una sorpresa per te...” e con passo svelto devastò tutti i carri armati distesi sul piano del Risiko facendosi accompagnare dalle bestemmie delle due coppie che stavano giocando appassionatamente.
“Vedo che ci siamo capiti” si rivolse ai due ‘sfigati’ davanti alla TV i quali avevano tirati fuori una bottiglia a lui poco nota.
Era una tequila: Cuervo Especial... Una mazzata!
“Preparate i bicchierini e riempiteliiiiii” ordinò Jacopo.
Luca non aveva mai bevuto in vita sua, neanche a Capodanno. Aveva sempre brindato con acqua minerale, neanche con la coca cola, era fin troppo ‘alcolica’ per i suoi gusti. Figurarsi la tequila!
“Veramente sono astemio.”
“Che cavolo dici!?!? Un tipo come te...”
I tre si misero a ridere.
Avrebbe sopportato a denti stretti il commento di Jacopo, ma degli altri due che nemmeno conosceva... Cosa cazzo volevano?
Sorrise falsamente. Poi ripensò al domino di inibizioni che tutte in una volta stavano cadendo. Pose di nuovo lo sguardo sui tre che aspettavano col bicchierino in mano... non poteva deluderli.
Prese il suo bicchierino, fece una smorfia di approvazione ai tre festaioli e buttò giù in un sorso solo.
“Olè” grido uno dei due sfigati.
“Altro giro” festeggiò il compare.
“Ma sì, va!” aggiunse Jacopo.
Luca sentì un fuoco salire dalla stomaco e arrivare fino alla laringe. Che schifo era quella roba? Era come bere sabbia... Come poteva piacere un alcolico simile?
Chiuse gli occhi e scosse elettricamente la testa.
“Allora, ce lo facciamo un altro bicchierino?” chiesero i tre con aria indagatrice.
“E facciamocelo...” ribattè Luca.
Alla fine i bicchierini diventarono quattro. Mentre i tre mattacchioni continuavano a sparare idiozie che non stavano ne in cielo ne in terra, Luca si allontanò senza che essi se ne accorgessero e si diresse in salotto. Non capiva niente. Sovreccitato dai fumi dell’alcool avrebbe  baciato persino la più brutta della festa pur di riuscire a portarsi una ragazza nella stanza di Jacopo.
Era una sensazione mai provata in vita sua. Se avesse continuato a stare seduto sul divano con quei tre avrebbe vomitato di sicuro.
 Il corridoio stava iniziando a girargli intorno a ritmo vertiginoso e non sapeva come fermarlo. Domandò a uno sconosciuto al suo fianco  se il terremoto appena avvenuto era o no superiore al quarto grado della scala Mercalli... Ottenne solo un “Hai bevuto troppo amico!”...

giovedì 4 luglio 2013

Vediamo se chi ha vissuto gli anni '80 se lo ricorda...

Sei lati, ogni lato 9 quadratini colorati, e tutti i lati che si possono muovere sia in orizzontale che in verticale..vi sembra di ricordare, vero? 43.252.003.274.489.856.000 (si, proprio 43 miliardi di miliardi..) di possibili combinazioni, e una sola che portava al risultato agognato, tutte e 6 le facce del colore giusto, nello stesso momento!
E'lui! e' il cubo di Rubik!




Uscito dalla mente malefica di un matematico ungherese, il cubo di Rubik é stato per noi ragazzi degli anni '80 quello che i Pokemon sono per i ragazzini di oggi, una mania, una febbre da cui non si poteva guarire. In tutti i formati e le dimensioni, ci giocavamo a tutte le ore, a scuola e fuori scuola, anche e soprattutto durante le lezioni..e mentre per molti l'unica soluzione possibile era quella di staccare i quadratini colorati e attaccarli dove serviva, ai campionati mondiali c'era chi lo completava in meno di 30 secondi (grr...grr..!!).