martedì 30 agosto 2016

FAVOLE VIA E-MAIL...la mia nuova creatura!



F@VOLE VIA E-MAIL

Dopo più di cinquanta anni dalla pubblicazione di Favole al telefono di Gianni Rodari esce F@VOLE VIA E-MAIL, una raccolta di favole che rivisita in chiave moderna il successo editoriale di quell’amato scrittore per bambini.

Nel ’62 Rodari s’ inventava il personaggio del ragionieri Bianchi di Varese che, da buon agente di commercio, girava l’intera Italia tutta settimana da Nord a Sud e, per non far sentire la sua mancanza alla figlia, le raccontava per telefono una favola al giorno.

In questo libro gli autori lontani da casa per dieci giorni saranno invece due: Maurizio Malavasi, scapestrato agente di viaggio che dovrà recarsi a New York per risolvere un casino di lavoro e Valerio Ciardi, spedito come un pacco a un corso di aggiornamento a Parigi dalla compagnia aerea per cui lavora. Due amici fraterni e una famiglia ciascuno con prole ‘digitale’ perché ormai tra e-mail, whattsapp, smartphone e tablet è molto difficile sfuggire al ‘ditino sulla tastiera’ anche per i più piccoli. Ognuno di loro rappresenta infatti  la classica ‘famiglia tecnologica’ del XXI secolo in costante e continua comunicazione: è questo che gli permetterà la solenne promessa ‘ una favola al giorno’.

Sì, perché entrambi dovranno scrivere una fiaba ogni giorno ai loro figli. Questa è la loro promessa! Ma non dovranno raccontarle al telefono come il ragionier Bianchi. E’ ormai preistoria. Siamo nel 2016 e ormai ci si comunica e scrive in tempo reale. E i bambini lo sanno, poiché maneggiano questi aggeggi tecnologici quasi meglio dei loro padri. Inoltre non vogliono solo ascoltare le storie ma toccarle con mano e leggerle! I due papà dovranno così inviarne una al giorno via e-mail all’indirizzo dei loro terribili divoratori di storie: Samuele e Lorenzo. Una promessa è una promessa e i loro bambini a nanna senza storia non ci vanno!

Che siano storie di draghi o cavalieri, orchi o giganti, fate o maghi, animali o pesci, piante o cose, poco importa. L’importante per loro è ascoltare prima di addormentarsi l’amata favola della BUONA NOTTE!

Altrimenti, come dicono loro stessi: “Papi, se non mi leggi una favola... stasera ti metto in punizione!”

Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento più bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.Dedicato a tutti quei papà e quelle mamme che sanno che quei 10 minuti dedicati ai propri figli appena prima della nanna, sono il momento piu' bello della giornata quando, spalla a spalla sotto le coperte, chi racconta e chi ascolta diventano un'unica cosa.

mercoledì 15 gennaio 2014

QUASI -di LUIS FERNANDO VERISSIMO

Ascoltate queste bellissime righe del più grande poeta brasiliano contemporaneo!


QUASI



‘Ancor peggio della convinzione del no,
l’incertezza del forse è la disillusione di un quasi.
E’ il quasi che mi disturba, che mi intristisce,
che mi ammazza portando tutto quello che poteva essere stato e non è stato.
Chi ha quasi vinto gioca ancora,
Chi è quasi passato studia ancora,
Chi è quasi morto è vivo,
Chi ha quasi amato non ha amato.
Basta pensare alle opportunità che sono scappate tra le dita,
alle opportunità che si perdono per paura,
alle idee che non usciranno mai dalla carta
per questa maledetta mania di vivere in autunno.
Mi chiedo, a volte, cosa ci porta a scegliere una vita piatta;
o meglio, non mi chiedo, contesto.
La risposta la so a memoria,
è stampata nella distanza e freddezza dei sorrisi,
nella debolezza degli abbracci,
nell’indifferenza dei “buongiorno” quasi sussurrati.
Avanza vigliaccheria e manca coraggio perfino per essere felice.
La passione brucia, l’amore fa impazzire, il desiderio tradisce.
Forse questi possono essere motivi per decidere tra allegria e dolore, sentire il niente, ma non lo sono.
Se la virtù stesse proprio nei mezzi termini, il mare non avrebbe le onde, i giorni sarebbero nuvolosi
e l’arcobaleno in toni di grigio.
Il niente non illumina, non ispira, non affligge, nè calma,
amplia solamente il vuoto che ognuno porta dentro di sè.
Non è che la fede muova le montagne,
nè che tutte le stelle siano raggiungibili,
per le cose che non possono essere cambiate
ci resta solamente la pazienza,
però, preferire la sconfitta anticipata al dubbio della vittoria
è sprecare l’opportunità di meritare.
Per gli errori esiste perdono; per gli insuccessi, opportunità;
per gli amori impossibili, tempo.
A niente serve assediare un cuore vuoto o risparmiare l’anima.
Un romanzo la cui fine è istantanea o indolore non è un romanzo.
Non lasciare che la nostalgia soffochi, che la routine ti abitui,
che la paura ti impedisca di tentare.
Dubita del destino e credi a te stesso.
Spreca più ore realizzando piuttosto che sognando,
facendo piuttosto che pianificando, vivendo piuttosto che aspettando
perchè, già che chi quasi muore è vivo,
chi quasi vive è già morto!!!’


Luís Fernando Verissimo (Porto Alegre, 26 settembre 1936) è uno scrittore e giornalista brasiliano, figlio dello scrittore Érico Veríssimo.
Nato a Porto Alegre, Brasile, ha vissuto parte dell' infanzia e adolescenza negli USA con la famiglia. In questo periodo, si mise a studiare jazz e sviluppò anche la passione per la musica, in particolar modo il sax. Tornato in Brasile, nel 1973 comincia a pubblicare i primi racconti. Dal 1982 ha una pagina riservata sul settimanale brasiliano Veja. È del 1988 il suo primo romanzo O Jardim do Diabo. Nel 1995 crea con l'amico contrabbassista Jorge Gerhardt, il gruppo musicale Jazz 6. Nel 2003un reportage lo ha qualificato come "lo scrittore che vende di più in Brasile.".
Nel 2006, a settant'anni, Verissimo è consacrato dall'opinione pubblica come uno dei maggiori scrittori brasiliani contemporanei, dopo i 5 milioni di copie di libri vendute.

mercoledì 9 ottobre 2013

L'incontro di Luca con Margherita, il viados brasiliano

OGGI POSTO UN PEZZO DI 'NOTTESENZAFINE' DOVE LUCA IL PROTAGONISTA INCONTRA MARGHERITA, IL VIADOS BRASILIANO CHE GLI FA UNA RICHIESTA INQUIETANTE...

(...)

Luca non reagì. Appoggiò sul sedile davanti il bicchierino di carta e fece un lieve sospiro per tagliare quell’aria di tensione.
Margherita iniziò a piangere forte singhiozzando ripetutamente.
Luca ignorava il da farsi. Avrebbe voluto consolarla, ma non sapeva come fare, d’altronde la conosceva da un centinaio di respiri e per di più disconosceva il suo sesso: era uomo o donna? I peli sulle gambe le crescevano o no? Il seno era così sodo perché era siliconato?
Voleva porgerle tutte queste stupide domande che la gente si fa quando vede un travestito, ma non era il caso di fare chiarezza in questo momento: lo aveva aiutato, gli aveva messo indosso il pelliccione, offerto il caffè e inoltre era dolcissima nei suoi atteggiamenti, non sembrava nemmeno una prostituta o un ‘prostituto’...
Pose una mano sulla coscia di Luca e la strinse forte, il ragazzo si spaventò.
Non vorrà mica provarci con me ora!?!? rimuginò tra sè.
Nonostante fosse stato educato in maniera molto liberale c’era sempre un velo di inibizione che lo pervadeva, una paura verso qualcuno diverso da lui e per di più a due centimetri dalla sua spalla.
Dopo alcuni attimi ‘lei’ proferì parola: “Sou sieropositiva.”
Il sangue gli si raggelò nelle vene. “Ne sei sicura?” ribattè Luca con voce titubante.
“Sì, ho fato li esami…”
“Oh cazzo!”
Margherita rilasciò la presa sulla coscia di Luca per coprire il volto solcato dalle lacrime.
“Magari l’esito dell’esame era sbagliato...”
“No, l’ho fato due volte... ho tentato de suiscidarme tre volte pero sou stada fermada in tempo da ‘minhas irmas’.”
Avrebbe voluto chiederle la ragione del suo gesto, ma sarebbe stata una domanda sciocca e scontata. Avrebbe voluto sottolinearle il fatto che era ingiusto seguitare ad avere rapporti non protetti essendo sieropositiva, ma come avrebbe reagito?
“O forse sou tropo fifona para fazerlo io diretamenci.”
Luca non aveva le armi per combattere le parole forti di Margherita.
“Falo tu, te prego...”
“Fare che, scusa?”
“Soto il sedile tegno una pistola carica, uno sparo in testa e via... no sentirò nada, te prego...”
“Io...”
“Me sembri la persona justa para matarme, sensible, jentile, sei il primeru ser umano che cognosco achì en Milan.”
“Qui non si tratta di essere la persona adatta o no, Margherita.”
“Falo per me, tu tieni un futuri davanci, io tegno solo l’infierno... presente e futuro. Para la jente como noi non c’è pace nemeno dopo la morte... Dios no lo conscede.”
Il ragazzo aveva un nodo alla gola che non riusciva a liberare, tuttavia non lo avrebbe sciolto con un movimento secco sul grilletto di quella pistola.
“Io non voglio uccidere nessuno e non lo farò mai... Uno, perché ho troppa paura; due, perché non voglio troncare una vita umana; tre, e non ultimo, avrei dei guai seri con la polizia e la giustizia... Ti prego, capiscimi tu.”
Credeva fosse stato uno scherzo di Margherita, una convinzione poco seria, ma ben presto il suo tono si fece più tragico.
“IO-NO-VOLIO-PIU’-VIVIRE! No so si lo hai capito o no... NO-VOLIO-PIU’-VIVIRE!”
Parole come pietre, pesanti, scolpite nel suo cervello.
Qualche respiro di pausa e si inginocchiò davanti a lui nel poco spazio che si apriva tra il sedile davanti e quello dietro e con le mani giunte pregò di nuovo Luca di ucciderlo in cambio della sua pelliccia bianca.

“Ti rendi conto di cosa mi hai chiesto? Chi se ne frega del tuo pelliccione... è più importante la tua vita o quella di un animale morto sulle mie spalle?”

martedì 10 settembre 2013

ALLA FESTA DI JACOPO!!!

OGGI POSTO UN PEZZO DI 'NOTTESENZAFINE' DOVE LUCA, IL PROTAGONISTA SI VEDE COSTRETTO A PARTECIPARE A UNA TRAGICA FESTA...

(...)
Non sapeva bene perché stava citofonando in quel momento a casa di Jacopo, forse solo per medicare la ferita, per trovare uno strappo per andare a casa... sicuramente non per devastarsi” all’ALL NIGHT LONG PARTY.
Aveva solo voglia di tornare a casa.
Provò al numero 8. Era una villetta a due piani da cui usciva un rumore infernale e le cui stanze erano tutte illuminate a giorno.
Era casa de Romeis, senza alcun dubbio!
Si avvicinò ai citofoni... Tutti e due i piani erano occupati dal cognome della famiglia di Jacopo. Doveva essere una casa da ricconi! Ecco perché il lunedì mattina durante l’intervallo iniziava il mercatino dell’usato nei servizi del secondo piano. Avrebbe partecipato anche lui agli scambi, quel lunedì, che diamine!
Citofonò con aria titubante.
“Chi è?”
“Sono Luca... Luca di 5°C, sei tu, Jacopo?”
Si sentiva un rumore incredibile di sottofondo. Gente che strillava, musica  altissima.
“Chiii?” urlò la voce.
“Luca... Sono Luca Bellini, quello della 5° C...”
“Ah, Luca... che sorpresa! Ti apro subito. Perché sei arrivato a quest’ora?”
“Eh, volevo fare un’improvvisata...”
Non appena aprì la porta di casa uscì un’ondata di fumo pesante. Una figura poco definita gli si presentò davanti...
“Allora sei venuto, eh?”
“Ciao Jacopo.”
“Ciao Luca” e gli strinse la mano bendata.
“Ahhh!”
“Cos’hai?”
“Niente, mi sono tagliato con dei vetri. Hai qualcosa per disinfettarmi?”
“Sì, sì, vieni di qua che ti porti in bagno”
Scostò la porta del bagno e fece uscire una coppietta sdenudata.
HAI CAPITO LA FESTA DI JACOPO! SI DANNO DA FARE QUI...
Quei due insultarono pesantemente Jacopo il quale non ci fece molto caso.
“Ecco qui l’alcool, queste sono le garze. Quando hai finito raggiungimi al piano di sopra, va bene?”
Si medicò meticolosamente la ferita e la bendò rigidamente. Stava meglio ora, si sentiva più sicuro tra quelle mura. Si rinfrescò il viso, si adagiò sul water e appoggiò la testa al muro addormentandosi all’istante.
“Luca! Oh! Luca!!!”
“Che succede?”
“Ti senti bene?” lo svegliò Jacopo.
“Sì, sì” borbottò Luca aprendo gli occhi.
“Vieni che ti faccio divertire io...”
Lo prese sottobraccio e lo condusse al piano superiore dove Luca focalizzò tutta la situazione: gente in cucina che preparava la spaghettata delle quattro, gente in salotto che fumava canne, gente che si scaccolava chiacchierando, gente che limonava in camera sua e infine gente che faceva l’amore (a giudicare dai lamenti) in camera dei ‘suoi’.
Due coppie giocavano a Risiko per terra in corridoio e due ‘sfigati’ per ultimo si mangiavano pane e Nutella davanti alla TV.
“Hai visto che macello di gente?”
“Vedo, vedo...”

Avrebbe voluto mandarlo a quel paese, ma non poteva.
Gli presentò alla bene e meglio circa  una ventina di persone di cui Luca riconobbe qualche compagno di classe di Jacopo e Fabrizio, il barista dell’istituto.
“Vieni che ci sconvolgiamo ora!”
“Guarda, io dovrei and...”
“Vieni, vieni, ho una sorpresa per te...” e con passo svelto devastò tutti i carri armati distesi sul piano del Risiko facendosi accompagnare dalle bestemmie delle due coppie che stavano giocando appassionatamente.
“Vedo che ci siamo capiti” si rivolse ai due ‘sfigati’ davanti alla TV i quali avevano tirati fuori una bottiglia a lui poco nota.
Era una tequila: Cuervo Especial... Una mazzata!
“Preparate i bicchierini e riempiteliiiiii” ordinò Jacopo.
Luca non aveva mai bevuto in vita sua, neanche a Capodanno. Aveva sempre brindato con acqua minerale, neanche con la coca cola, era fin troppo ‘alcolica’ per i suoi gusti. Figurarsi la tequila!
“Veramente sono astemio.”
“Che cavolo dici!?!? Un tipo come te...”
I tre si misero a ridere.
Avrebbe sopportato a denti stretti il commento di Jacopo, ma degli altri due che nemmeno conosceva... Cosa cazzo volevano?
Sorrise falsamente. Poi ripensò al domino di inibizioni che tutte in una volta stavano cadendo. Pose di nuovo lo sguardo sui tre che aspettavano col bicchierino in mano... non poteva deluderli.
Prese il suo bicchierino, fece una smorfia di approvazione ai tre festaioli e buttò giù in un sorso solo.
“Olè” grido uno dei due sfigati.
“Altro giro” festeggiò il compare.
“Ma sì, va!” aggiunse Jacopo.
Luca sentì un fuoco salire dalla stomaco e arrivare fino alla laringe. Che schifo era quella roba? Era come bere sabbia... Come poteva piacere un alcolico simile?
Chiuse gli occhi e scosse elettricamente la testa.
“Allora, ce lo facciamo un altro bicchierino?” chiesero i tre con aria indagatrice.
“E facciamocelo...” ribattè Luca.
Alla fine i bicchierini diventarono quattro. Mentre i tre mattacchioni continuavano a sparare idiozie che non stavano ne in cielo ne in terra, Luca si allontanò senza che essi se ne accorgessero e si diresse in salotto. Non capiva niente. Sovreccitato dai fumi dell’alcool avrebbe  baciato persino la più brutta della festa pur di riuscire a portarsi una ragazza nella stanza di Jacopo.
Era una sensazione mai provata in vita sua. Se avesse continuato a stare seduto sul divano con quei tre avrebbe vomitato di sicuro.
 Il corridoio stava iniziando a girargli intorno a ritmo vertiginoso e non sapeva come fermarlo. Domandò a uno sconosciuto al suo fianco  se il terremoto appena avvenuto era o no superiore al quarto grado della scala Mercalli... Ottenne solo un “Hai bevuto troppo amico!”...

venerdì 19 luglio 2013

Nottesenzafine: il tuo short book per le vacanze!!!!

NOTTESENZAFINE!!!!

                                                         
 

IL VOSTRO SHORT-BOOK SCACCIACRISI...
IDEALE PER CHI VA IN VACANZA AL MARE, MONTAGNA, LAGO O CITTA' D'ARTE...
PER CHI FA INVECE UN VERO VIAGGIO DA INTENDITORI..
PER CHI PUO' DEDICARSI SOLO UN WEEKEND...
PER CHI  STA CASA AL FRESCO SOTTO L'ARIA CONDIZIONATA E UNA FETTA D'ANGURIA...
PER CHI INVECE CUOCE SUL DIVANO DAVANTI AD UN VENTILATORE CHE NON RINFRESCA MAI E SI ANNOIA DAVANTI ALLA TV ALL'ENNESIMO FILM DI TOTO'...

Mi trovi in tutte le librerie e su internet!!!!!!! Non lasciarmi a casaaaaaa!!!

giovedì 4 luglio 2013

Vediamo se chi ha vissuto gli anni '80 se lo ricorda...

Sei lati, ogni lato 9 quadratini colorati, e tutti i lati che si possono muovere sia in orizzontale che in verticale..vi sembra di ricordare, vero? 43.252.003.274.489.856.000 (si, proprio 43 miliardi di miliardi..) di possibili combinazioni, e una sola che portava al risultato agognato, tutte e 6 le facce del colore giusto, nello stesso momento!
E'lui! e' il cubo di Rubik!




Uscito dalla mente malefica di un matematico ungherese, il cubo di Rubik é stato per noi ragazzi degli anni '80 quello che i Pokemon sono per i ragazzini di oggi, una mania, una febbre da cui non si poteva guarire. In tutti i formati e le dimensioni, ci giocavamo a tutte le ore, a scuola e fuori scuola, anche e soprattutto durante le lezioni..e mentre per molti l'unica soluzione possibile era quella di staccare i quadratini colorati e attaccarli dove serviva, ai campionati mondiali c'era chi lo completava in meno di 30 secondi (grr...grr..!!).